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Sul divano

Sul divano del salone,
le parole comuni di un’appartenenza
non sentita a fondo.

Come ogni appartenenza,
come ogni fondo.

Fierezza dell’essere vestiti
a festa senza festa, festiti
con nobile connubio selvaggio
di tasche ed aperture nei tessuti.

Le doti intellettuali
in un corno dipinto d’oro,
cornucopiate, copiate
e con corna demoniache,
risolvono il cruccio:

se il cagnolino riprende a saltare
e recita di nuovo la sua poesia
piena di verità,
lo uccideremo.

Poi una lirica esegesi,
un accoccolarsi nero,
uno sfiorare i capelli dell’umanità
senza accarezzarli e senza amore,
senza nulla, con la tenerezza
di un muggito spaventoso,
in una tregua più liscia dell’acqua
quando l’acqua è liscia.

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Informazioni su simonebocchetta

"o con ragione, o senza ragione, o contro di essa, io non voglio morire. E quando infine morirò, se morirò definitivamente, non mi sarò lasciato morire, ma mi avrà ucciso il destino umano" (M. De Unamuno, Del sentimento tragico della vita).

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