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Prole

Sento già il gemito
che mi toccherà i piedi
fino ad una certa età,
le ginocchia a pochi anni
e via via fino a superarmi le spalle
mentre s’incurvano
ancor più irrimediabili.

Sento già le mille risa
con una vaga eco
data dal tuo stare
in caverna di madre,
dal tuo essere ancora da nascere
che mi fa rinascere e mi cambia.

Mi sento tremante,
uno scalino per volta sicuro,
perché ora che ci sei
la nostra discesa
sarà dolce
quanto la tua salita.

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"o con ragione, o senza ragione, o contro di essa, io non voglio morire. E quando infine morirò, se morirò definitivamente, non mi sarò lasciato morire, ma mi avrà ucciso il destino umano" (M. De Unamuno, Del sentimento tragico della vita).

2 risposte a “Prole

  1. Bellissime parole e tenera immagine.

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