Cosa accade

Cosa accade
mentre m’abbracci nella notte?

Quel ch’accade nel momento
in cui m’abbracci di giorno,
ma con la luce spostata altrove.

Rotando, s’addensano
piccole selve d’olivi
che con umana pietà
non umana si dice
non vollero crocifiggere
il Cristo.

A diventar nodosi 
si prende l’abitudine,
duri, teneramente utili
sotto la luce delle campanule.

Suona un qualcosa che ci dice 
di riprendere le spoglie dei morti,
sollevarle, spostarle
dopo anni dieci e ricordarle
vivendo comunque seduti vicino,
felici e riluttanti.

Restia mi dici: “resta…”

lottando contro il sonno
ad armi impàri.

Con lo studio,
l’esercizio vanitoso,
affievoliamo il vento che c’irride
e andiamo avanti ancora un poco.

Sullo sfondo, un paesaggio
nella burrasca, instabile.

Cosa accade
mentre m’abbracci di giorno?

Quel ch’accade nel momento
in cui m’abbracci di notte,
ma con luce sopra.

Si spira
costanti, periodici, locali,
raramente regnanti o dominanti.

Supremazia possente, dov’eri
quando morirono tua madre la Pazienza 
o tuo figlio, il Furore 
innamorato del Nulla?

Pronomi indefiniti,
con sempre maggiore autonomia
ci ritroviamo
a-spettatori con l’affanno,

nell’attesa del fulmine cieco
che riconosca anche il nostro dolore.

Trilogia dei 6 anni/1 – Nel giorno che hai usato per sposarmi

Di te mi ricordo
nel giorno che hai usato per sposarmi
la mia vita quando sei entrata
e come lì prendesse senso.

Di te mi ricordo
nel giorno che hai usato per sposarmi
il bianco che mi precedeva
e completava insieme
le perle lievi
il sorriso pieno di riuscita
e splendida bellezza.

Di te mi ricordo
nel giorno che hai usato per sposarmi
quello che rivedo ancora oggi:
l’amor mio per te
l’amor tuo, per me.